Come vengono scelti i nomi delle pietre naturali
Ti sei mai chiesto come vengono scelti i nomi dei marmi e delle pietre naturali? La loro denominazione non è mai casuale, ma segue logiche precise e regolamentate da una norma dedicata. La classificazione delle pietre spesso racconta secoli di storia e geografia, ma anche intuizioni commerciali e strategie politiche.
In questo articolo sveleremo alcuni dei criteri utilizzati per definire i nomi dei marmi e delle pietre naturali. Alla fine, avrai gli strumenti per riconoscere l’origine di un nome e leggere la storia nascosta dietro ogni pietra.
L’origine della parola “marmo”
Prima di iniziare questo viaggio, dobbiamo soffermarci un momento sull’origine e sul significato della parola “marmo”. Nel linguaggio comune viene utilizzato per indicare qualsiasi pietra naturale lucidabile, ma questa definizione non è propriamente corretta. Il termine “marmo” deriva dal greco mármaron che significa “pietra splendente”. Per i Romani il termine Marmora indicava tutte le pietre lucidabili, mentre con Lapides si indicavano quelle levigabili, come tufi e travertini. Ad oggi, le pietre naturali vengono classificate in quattro grandi categorie commerciali:
- Marmo: roccia metamorfica composta principalmente da calcite o dolomite, caratterizzata da venature tipiche e superficie lucidabile.
- Granito: roccia magmatica intrusiva, molto dura e resistente, composta da quarzo, feldspato e mica; in senso commerciale include anche altre pietre dure lucidabili.
- Travertino: roccia sedimentaria calcarea di origine chimica, riconoscibile per la sua struttura porosa e le tipiche cavità naturali.
- Pietra: categoria residuale che raggruppa tutte le rocce naturali non classificabili nelle precedenti, generalmente a superficie opaca o levigata (ma non lucidabile), come ardesia, porfido e basalto.

Le logiche del naming: come viene scelto il nome delle pietre naturali
Come accennato, le prime denominazioni sistematiche risalgono all’epoca romana, con la distinzione tra pietre lucidabili e pietre levigabili. Ma con il tempo sono state introdotte nuove denominazioni dei materiali, spesso create appositamente per il mercato.
Luogo di origine
La più comune riguarda il luogo di estrazione. Un esempio di origine romana che ritroviamo ancora oggi è il travertino. Il suo nome, come abbiamo raccontato in questo articolo blog, deriva dal latino lapis tiburtinus, cioè “pietra di Tivoli”, la città vicino Roma famosa per le sue cave usate fin dall’epoca imperiale.


Storia e personaggi illustri
In passato, alcuni materiali prendevano il nome dall’uso che ne veniva fatto (per esempio, il marmo Statuario, utilizzato per lo più dagli scultori) o dal personaggio che ne aveva promosso l’uso. È il caso della Breccia Medicea, che prende il nome dalla famiglia dei Medici, che durante la loro reggenza promossero ampiamente l’uso di questo materiale. Non è l’unica Breccia esistente: nel nostro stock al momento è presente questa varietà. Un altro esempio riguarda il marmo africano, che fu detto “Luculleo”, da Lucio Lucullo che per primo lo portò a Roma.
Colore e aspetto
Così come per il luogo di origine, una denominazione delle pietre naturali molto diffusa riguarda il colore. In questo caso diventa identità immediata, facile da identificare e riconoscere. Alcuni esempi dal nostro showroom sono il Bianco Dolomite o il Brown Chocolate.

Fantasia evocativa
Alcuni materiali vengono identificati con nomi di fantasia, slegati dall’origine geografica, e capaci di evocare immagini vivide. Alcuni esempi del nostro showroom sono il Botanic Green, il Calacatta Monet e infine l’Evelyn Blue, che vede il suo nome come una dedica alla figlia del nostro Beauty Hunter Gianluca Budri.


Marketing e strategia commerciale
Infine, una delle strategie utilizzate per denominare le pietre naturali è quella di scegliere nomi di origine esotica o internazionale capaci di valorizzare commercialmente la pietra. Ne sono esempi il Taj Mahal o il Nero Port Laurent.

La norma che mette ordine ai nomi delle pietre naturali
Da diversi anni, vi è una norma che ha l’obiettivo di definire i criteri per la corretta denominazione commerciale delle pietre ornamentali. La UNI EN 12440, intitolata “Pietre Naturali – Criteri per la denominazione” identifica uno standard europeo che garantisce uniformità nell’identificazione delle pietre naturali.
Secondo questa norma, ogni denominazione deve includere quattro elementi fondamentali:
- nome tradizionale: ovvero i nomi comunemente utilizzati per identificare la pietra nel mercato;
- nome petrologico: determinato dall’analisi petrografica, che ne descrive la composizione mineralogica;
- colore tipico: cioè la tonalità caratteristica della pietra;
- zona di origine: intesa come area geografica da cui la pietra viene estratta.
Questa norma porta il vantaggio di una maggiore chiarezza e trasparenza per architetti e progettisti che devono valutare i materiali da inserire nei loro progetti.
Conclusioni
I nomi delle pietre naturali sono molto più di semplici etichette: sono strumenti di marketing, frammenti di storia e finestre aperte su geografie lontane. Conoscere la loro origine ti permette di orientarti con più consapevolezza nel mondo delle pietre naturali e di scegliere i materiali giusti per i tuoi progetti con occhi nuovi.
Hai trovato un nome che ti ha sempre incuriosito? Scrivicelo nei commenti.
E se vuoi toccare con mano i materiali del nostro showroom, ti aspettiamo a Domegliara (VR), in via Adige 94.
Nessun commento